Storia del Comune - Comune di Montirone - Provincia di Brescia

Storia del Comune - Comune di Montirone - Provincia di Brescia

STORIA DEL COMUNE

Paesino esistente probabilmente già in epoca romana: segni di centuriazione romana, con andamento parallelo alla strada provinciale Brescia - Cremona sono presenti nel territorio di Montirone.

 

Il nome del paese probabilmente si riferisce ad una "motta" di epoca basso-medioevale, intendendo per tale un piccolo rialzo fortificato del terreno per il controllo della zona ed il monticello sul quale è appoggiata la torre degli Emilj - sec. XIV - (ora Villa Ventura) induce proprio a seguire questa tesi.

 

Queste terre (dal sec. X Montirone è feudo vescovile) vennero affidate probabilmente a religiosi, che avviarono o comunque svilupparono, l'agricoltura nella zona con opere di bonifica e la realizzazione di canali irrigui.

 

In particolare sotto il vescovato di Berardo Maggi (secolo XIII) si ha l'escavazione del Naviglio e, quindi, una prima regolazione e bonifica delle acque coinvolge anche il nostro territorio (il Naviglio, peraltro, è già documentato nel 1253 (Liber Potheris), ma come corso d'acqua preesistente, perché denominato "veteris Navigli").

 

Nel registro del Naviglio dell'anno 1367 si elencano bocche di presa in territorio di Poncarale, di Bagnolo e di Ghedi. Nel registro dell'anno 1417 compare anche una bocca "super territorio de Montirono" (ne sono proprietari "Delaidus de Gaido pro dimidia Bertolinus Spagnoli, Rubens Fachi, Bertolinus Tachognini, Cressinus Molte, Matius Quaynie, Antonuiolus Treconaya pro alia dimidia, habent una bucham a meridie territorium Montirono, inter gardinales indicata brachia IV onze 0").

 

Risalgono quasi certamente a questi secoli (XIII - XIV) anche i due canali, paralleli al Naviglio, denominati Gheda e Molinara, canali detti anche "vasi", che, solcando la pianura di Montirone e consentendo nuove diramazioni per gli adacquamenti, diedero la possibilità di trasformare questa zona da incolta a zona irrigua, coltivabile e perciò ubertosa.

 

Montirone seguì poi le vicende storiche di Brescia; con l'espansione viscontea venne incorporata nei possessi del duca Gian Galeazzo e, da questi, data in feudo a Filippino degli Emilj, suo cancelliere e segretario (1396), dal Vescovo di Brescia Tommaso Visconti.

 

Fu proprio in questo periodo che il conte Filippino Emilj costruì la Torre di Montirone, ora Villa Ventura, (1404); lo stesso conte era feudatario anche del territorio di Borgosatollo, in quanto fu proprio lui stesso nel 1385 a promuovere la costruzione del primo mulino del paese in Via Molin Vecchio.

 

Uno dei più valenti condottieri del ducato di Milano, Pandolfo Malatesta, di seguito si impossessò, per un breve periodo, della parte di ducato comprendente Brescia e Bergamo, dove costituì un proprio stato e ne rafforzò le strutture difensive, fra le quali è annoverata la torre di Montirone -1415 - (ora Villa Ventura).

 

Presumibilmente i fabbricati più antichi del territorio comunale, oltre alla torre Emilj, sono quelli situati a Belleguardello, che in origine erano due grandi case coloniche: infatti nella facciata di una delle case vi si riscontrano ancora tracce di architetture medioevali.

 

Anche le case situate nella zona "Campagna" sono molto antiche: la muratura visibile, in angolo nord-est, della casa di proprietà Bonomi (probabilmente appartenuta ai nobili Poncarali) è quasi certamente del sec. XIV.

Molti sono i cascinali di pregio del territorio, per la maggior parte risalenti ai sec.XVII e XVIII, come la cascina Loco Novo, Fenilazzo, Bettola (ora Betulla) e le cascine di Belleguardo.

 

Di seguito il bresciano ritornò nuovamente visconteo (riconquista di Filippo Maria Visconti) e divenne poi veneziano (conquiste del Carmagnola; battaglia di Maclodio, 1427).

 

La signoria di Montirone venne di seguito riconosciuta dalla Repubblica di Venezia al Vescovo di Brescia che ne confermò il feudo agli Emili.

 

Nel 1609-1610, secondo il catastico del Da Lezze, podestà veneziano, il territorio di Montirone risulta abitato da 40 famiglie e duecento "anime".

 

"...Non vi è comune, facendosi solamente un Massaro per via dincanto , il quale scode e paga le gravezze et toglie non avendo altro salario che lire trenta..."
"Nel territorio vi sono circa 3000 piò di terre".
"Nobili Bresciani (con buona entrada): "li ss.ri Megli, li Fregosi, li Malvezzi, li Arigoni".
"Contadini principali: " li Semenza, li Bozzini, li Torconagli".
"Le altre persone lavorano alla campagna ... Un molino sopra lacqua sortiva della Seriola Molinara, che viene da S.Zen, et scorre di sopra della terra, et va a perdersi per queste campagne. Lacqua del Naviglio chiamato la Serioletta, che scorre solamente per adacquare la campagna. Buoi para n. 40, cavalli da soma n. 3, carri n. 25".

 

Nel secolo XVIII una parte del feudo di Montirone venne scorporata, riconosciuta a sè stante e concessa in feudo particolare ("onorabile et antico") ai conti Lechi (1722) i quali avevano acquistato un palazzo, terre e poderi dai nobili bresciani Crotta degli Alberti.

 

Da allora i due feudi si sono trasmessi ai discendenti delle due famiglie, il primo fino alla estinzione degli Emili nel 1863; sul secondo i conti Lechi edificarono uno splendido palazzo, ancor oggi proprietà privata della famiglia.
Riconosciuto Comune in epoca postunitaria (1861) Montirone ebbe il suo primo Sindaco nel rappresentante della sua famiglia nobile più antica, Pietro Emilj; in tale anno Montirone contava circa 800 abitanti.

 

Col fascismo, nel 1928, Montirone venne cancellato come Comune ed aggregato in qualità di frazione a Borgosatollo. La dignità di Comune gli è stata restituita nel 1956.